TRATTO DALL'ARTICOLO: UFO SU GERUSALEMME: STORIA RIAPERTA?

sabato 19 febbraio 2011

Problemi alle comunicazioni per il flare solare del 14 febbraio: ne siamo sicuri?

Posted on 18:11 by Mattia Paolinelli


IN CINA COMUNICAZIONI RADIO AD ONDE CORTE DISTURBATE O INTERROTTE MENTRE PER LA STAMPA ANCHE IL BRITISH GEOLOGICAL SURVEY AVREBBE LANCIATO AVVERTIMENTI SU POSSIBILI E ANALOGHI PROBLEMI ALLE COMUNICAZIONI SATELLITARI. MA LA "CMA" CINESE NON NE PARLA E IL CENTRO BRITANNICO NEMMENO

Di Mattia Paolinelli

Tutto parte a cavallo tra il 14 e il 15 febbraio, quando sul Sole -a seguito di alcuni eventi di classe minore- è possibile osservare un flare “X2.2”: il primo dal dicembre del 2006 e il più potente mai registrato nel ciclo solare 24.

A differenza dell’ingiustificato allarme lanciato lo scorso anno da alcuni organi d’informazione, questo flare è effettivamente in grado di provocare potenzialmente alcune spiacevoli conseguenze sul nostro pianeta, come il blackout delle trasmissioni radio e tempeste magnetiche di lunga durata.

Ma in realtà, anche nel caso di un flare di classe “X” questo rapporto causa-effetto non è così scontato: le emissioni di materiale solare che seguono il brillamento devono infatti essere dirette verso il nostro pianeta per determinare gli effetti descritti in precedenza e questo avviene raramente.


E in questo caso? Ebbene, si: il materiale liberato dal flare più potente dal 2006 si è effettivamente diretto verso di noi con un cammino che avrebbe dovuto incrociare -secondo le previsioni- la nostra orbita tra il 16 e il 17 febbraio. Più precisamente, le prime stime indicavano il 16 febbraio, attorno alle “10.30 p.m. EST”. Questa l’opinione degli scienziati della NASA che hanno monitorato l’evento in costante diretta.

Grazie al sito dell’ente spaziale americano infatti non solo è stato possibile osservare il flare lo stesso giorno in cui si è originato (ricordiamolo: il 14 febbraio, alle 8.56 p.m. EST), ma anche avere notizia che il momento dell’incrocio con la nostra orbita stava man mano slittando di un giorno -dal 16 al 17 appunto- e che l'impulso che stava trasportando la nube di materiale emessa in seguito al brillamento stava perdendo la propria intensità molto in fretta. Le possibili conseguenze per il nostro pianeta si sarebbero quindi limitate a splendide aurore, appannaggio delle latitudini più vicine ai poli.


Ma ecco che sempre tra il 16 e il 17 febbraio rimbalzano per tutto il Web notizie sulla formazione di una forte tempesta magnetica in corrispondenza della Cina che avrebbe fortemente disturbato le comunicazioni radio a onda corta nel paese asiatico e che minacciava addirittura d’interrompere le comunicazioni satellitari e far saltare le linee elettriche.

Era questo un pericolo reale? E abbiamo davvero dei riscontri sul fronte dei disturbi alle comunicazioni radio in Cina? Ma innanzitutto chiediamoci: da dove è partita la notizia?

Dalla Cina ovviamente, ma le uniche due testate tra le maggiori ad essersi occupate del caso sono il Renmin ribao (People’s Daily) e il China Daily, già noto ai lettori di Nautilus per la grottesca favola sulle “scimmie terroriste”.

Sul Renmin Ribao la notizia viene svolta unicamente in un video che purtroppo non risulta visionabile (servirebbe comunque a poco, a meno di non conoscere il cinese). Il China Daily al contrario copre con interesse l’argomento (come in occasione del flare del 4 agosto dell’anno scorso) dedicandogli tre articoli.




Sono soprattutto i primi due quelli che ci interessano e per vari motivi. Innanzitutto occhio alla data di pubblicazione. Entrambi risalgono al 16 febbraio ma il primo viene pubblicato alle 06:39


mentre il secondo è delle 07:15. Inoltre da notare il fatto che mentre il primo riprende la notizia dall’agenzia di stampa Xinhua, il secondo è realizzato da Lin Shujuan, giornalista del China Daily


La differenza tra i due pezzi è inoltre evidente nel diverso approfondimento della notizia che porta anche ad una correzione del tiro in certi dati sicuramente non marginali. Prendiamo ad esempio il finale dei due articoli. Nel primo si afferma:

“The space weather monitoring center said there is a high probability that large solar flares will appear in the next three days.”

Dunque in questo caso si annunciano probabili nuovi grandi flares per i prossimi tre giorni.

Questa è invece la conclusione del pezzo di Lin Shujuan:

"More such eruptions, even more intense - either from the same solar hotspot or from others - are expected in the coming year or two," Bao said.

Una bella differenza tra due-tre giorni e uno o due anni. Ma a parlare sono due diversi enti. Nel primo articolo ci si affida alla CMA (China Meteorological Administration). Nel secondo, alla NAOCAS (National Astronomical Observatories of the Chinese Academy of Sciences).

Ma qualcosa sembra non tornare. Il primo articolo, pur riferendosi alla CMA e in particolare al ricercatore Xue Bingsen non riporta alcun virgolettato. Si parla di un “CMA statement”, ma quale? Ricordo anche che tra i due questo è l’unico articolo a menzionare la tempesta magnetica evidentemente già in atto, i problemi occorsi alle comunicazioni radio ad onde corte e a prospettare nuovi flares in tempi brevi.


Il secondo articolo si affida invece al NAOCAS e in particolare alle parole dell’eliofisico Bao Xingming. Forse è inutile dire che in questo caso i virgolettati ci sono eccome e spiegano piuttosto chiaramente quali siano i reali o presunti pericoli legati ai flares solari.

D’altronde già la NASA aveva provveduto ad informare della debolezza con la quale il materiale espulso dal Sole avrebbe raggiunto la Terra (come precisato ad inizio articolo), scongiurando qualunque conseguenza che non fosse l’apparizione di spettacolari aurore. Quindi cosa c’entrano i “pericoli” prospettati da certi titoli di testate on line? Che le conseguenze del flare siano state esagerate a bella posta?  Non sarebbe la prima volta, anzi: proprio su Nautilus ci siamo già occupati di un caso molto, molto simile. Dato che andando a controllare le fonti, le dichiarazioni della CMA sui problemi alle comunicazioni radio ad onde corte non si trovano, ho deciso di effettuare una piccola verifica anche sul sito dell'NSMC (National Satellite Meteorological Center) sui cui esiti vi terrò informati. Ma sui risultati di un’altra verifica posso già dirvi ogni cosa.


In questi giorni era stato tirato in ballo anche un possibile pericolo per le comunicazioni satellitari -e quindi i sistemi GPS- e per avvalorare questa tesi, molte testate avevano riferito di fantomatici allarmi da parte del British Geological Survey  in questo senso. E’ la verità? Assolutamente no. Il BGS ha si riferito dell’arrivo di una tempesta magnetica scatenata dall’emissione di materiale causata dal flare, ma ha confermato in toto la posizione della NASA sulla debolezza di questa “onda” diretta verso il nostro pianeta.

Per quanto concerne questa vicenda, due elementi del sito del BGS sono di grande valore. Il primo è lo Space Weather Alert del 15 febbraio:


Il secondo, lo Space Weather Update del 18 febbraio:


Per inciso, la “interplanetary shock wave” alla fine ha raggiunto il campo magnetico terrestre non il 16 e menneno il 17, ma solo il 18 febbraio. E quest’informazione getta non poche ombre sull’effettiva possibilità di un problema alle comunicazioni radio a onde corte per il 16 di febbraio, data alla quale risalgono i due articoli del China Daily e in particolare quello tratto dall'agenzia Xinhua.

Per il momento, tuttavia, possiamo solo essere sicuri che qualcuno abbia bellamente mentito per facile sensazionalismo sugli avvisi del BGS (che fanno riferimento solo ad aurore boreali) e che molti siano andati a ruota dietro quelle bugie senza verificare la natura degli avvisi.

Eppure non c'era bisogno di aggiungere ingiustificati allarmi perché la notizia aveva già un suo incredibile valore, eccolo:


Basta guardare queste straordinarie immagini e pensare che la più minuscola macchia di colore di quel Sole è grande quanto il nostro pianeta per rimanere a bocca aperta nel vedere una fessura di luce -così incommensurabile rispetto al nostro mondo- esplodere quasi dovesse creare un’altra stella. Uno splendido esempio insieme della meraviglia e del terrore che sa originare il cosmo. Ed è sufficiente, senza inventare ulteriori pericoli o mostri.



AGGIORNAMENTO 23/02/2011

Avevo parlato di un'altra verifica sul sito dell'NSMC e vi avevo promesso di tenervi informati. E' il momento di mantenere la promessa. Abbiamo rintracciato proprio Xue Bingsen, l'eliofisico citato dall'agenzia di stampa Xinhua.

Nell'articolo "Solar flare disturbs S China's shortwave radio" si affermava infatti che:

"Xue Bingsen, a researcher with the center, said the solar flare caused sudden ionospheric disturbances in the atmosphere above China and affected shortwave radio communications, according to a CMA statement."

Ho chiesto via email a Bingsen innanzitutto cosa fosse effettivamente successo in Cina a seguito del flare solare e se l'articolo dicesse il vero sulle sue affermazioni. Ho inoltre chiesto quale fosse quello "statement" della CMA citato sempre nell'articolo dell'agenzia Xinhua.

Xue Bingsen molto gentilmente mi ha risposto e ha deciso di spiegarci come sono andate le cose:


In February 15th, when the X2.2 flare occured, the ionosphere at about 90km electron density increased together with the surge of flare and the absorption of short wave rose sharply which would attenuate the signal, even cutoff the short wave. While the flare occured in the day time of  China, the SW communication of china should surely be significantly affected according our experience. But we do not recieved report of the effect of this event.


The flare accompany a coronal mass ejection(CME), and the CME arrived the earth in early 18th and caused minor geomagnetic storm. 


As for the statement of CMA, I think the writer must refer to the report and article from  CMA, but in chinese.


Xue Bingsen

Dunque si, i problemi alle onde corte dovrebbero esserci stati (sebbene Bingsen non abbia avuto rapporti sull'effettivo verificarsi del fenomeno) perché questa è la norma in simili casi. Lo "statement" era invece probabilmente tratto da un articolo in cinese e per questo non presente nella versione internazionale del sito della CMA.

L'altra conferma è che non c'è stata alcuna "gigantesca tempesta magnetica", ma solo una "minor geomagnetic storm". Niente di cui preoccuparsi quindi e niente che potesse provocare malfunzionamenti ai satelliti, ai sistemi GPS o alle reti elettriche. E questo è tutto.



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