TRATTO DALL'ARTICOLO: UFO SU GERUSALEMME: STORIA RIAPERTA?

lunedì 7 marzo 2011

Alzate gli occhi al cielo e guardate le scie degli aerei..

Posted on 18:15 by Mattia Paolinelli


E’ QUESTO L’INVITO LANCIATO DALL’OPAL AI CITTADINI BRITANNICI PER AIUTARE GLI SCIENZIATI IN UNA RICERCA SUL CLIMA

Di Mattia Paolinelli

Probabilmente i ricercatori inglesi del Met Office e della Royal Meteorological Society che partecipano ai progetti Opal (Open Air Laboratories) non sono troppo al corrente delle faccende di Internet. Avranno pensato al crescente fenomeno della “citizen science”, del cloud computing e avranno detto: perché no? Perché non trovare un modo divertente per avvicinare le persone al mondo della Scienza? Ed ecco combinato il pasticcio, o perlomeno, ecco che viene inconsapevolmente messa in piedi una vera e propria polveriera.

Galeotta fu una ricerca, si potrebbe dire. Ma in questo caso bisogna usare il presente e specificare che la ricerca è sul clima. Ad essere ancora più precisi l’obiettivo della ricerca è quello di esaminare i modi con i quali gli esseri umani stanno influenzando il clima e come le persone possono adattarsi alle crescenti temperature.


Ebbene, per coinvolgere giovani e meno giovani nella ricerca, quelli dell’Opal hanno escogitato una serie di operazioni semplici semplici da effettuare all’aperto, come fossero un gioco: ma un gioco non sono. Si tratta di esperimenti, dopotutto e si invitano le persone che decideranno di aderire a registrare i risultati di questi piccoli test in un apposito “workbook” per conservarli fino al momento del loro inserimento su Internet.

Ma quali sono questi test? Uno consiste nell’usare uno specchio e un compasso per determinare la direzione del vento alla quota delle nuvole, un altro ha sempre come obiettivo il vento, ma alla nostra altezza e consiste nell’utilizzare delle bolle di sapone per misurarne velocità e direzione.

Quelli appena descritti erano gli esperimenti 2 e 3. Il quarto abbandona il vento per concentrarsi sul Sole e la temperatura percepita..

Ma manca il più importante.. Il primo: guardare il cielo alla ricerca delle scie di condensa (Contrails). Perché? Dato che il tema è piuttosto delicato (perlomeno sul Web) riporto precisamente il testo del sito dell’Opal:

By looking for contrails in the sky and reporting your results online, you'll help scientists test the accuracy of existing computer models that tell us where contrails should be.

Contrails are the tracks that planes leave behind when they fly. They are formed when water vapour from the plane's exhaust condenses in the cold air and forms ice crystals. This line of ice crystals is called a contrail.

Contrails are important because they may be contributing to the warming of our climate. Just like high clouds, they prevent some infrared radiation leaving the earth. 

Ora, io non posso predire il futuro, ma credo che qualche strana mail raggiungerà presto i ricercatori dell’Opal parlando di tutt’altra sorta di scie.. 


La notizia è apparsa sul sito internet del Telegraph ormai cinque giorni fa (potete trovarla qui) e con ben altri toni sul sito “Whattsupwiththat”, ma in Italia i lettori di Nautilus sono i primi a leggerla: che sia l’inizio di una nuova bagarre tra sostenitori e detrattori delle scie chimiche? Vedremo. In ogni caso è possibile fin da subito farsi un’idea più precisa della ricerca andando a visitare il sito dell’Opal e in particolare la sezione dedicata alla “Climatic Survey” (qui e qui). Per il momento è tutto.



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